Ciao, sono Ilenia Defrancesco e questa è la mia storia
Dallo sci di fondo alla psicologia dello sport: la mia storia è la testimonianza che la forza mentale può cambiare il destino di un atleta
La mia storia
Dal sogno da atleta alla missione da psicologa
Piacere, sono Ilenia Defrancesco.
Sono stata un’atleta professionista di sci di fondo per oltre dieci anni.
Oggi sono psicologa e mental coach, specializzata in Psicologia Cognitivo Comportamentale e in Psicologia e Coaching per lo Sport.
Ma per capire davvero la mia missione, voglio raccontarti la mia storia.
Le origini:
Nasco in Val di Fiemme, in Trentino, una valle famosa per lo sci di fondo.
Un luogo dove la neve, la fatica e la bellezza dei panorami entrano presto nel cuore di chi cresce lì.
Non potevo che innamorarmi di questo sport.
A 19 anni divento atleta professionista, entrando a far parte della Nazionale Italiana e del gruppo Sportivo dell’Esercito Italiano.
Partecipo a Mondiali Juniores e Under23, colleziono podi in Coppa Europa, medaglie ai Campionati Italiani e una medaglia di bronzo alle Universiadi di Krasnoyarsk nel 2019.
Per molti, il sogno di una vita.
La mia battaglia silenziosa
Il lato nascosto dello sport
Eppure, dietro i risultati, c’era un’altra verità.
Nel 2018-2019, a 22 anni, entro in una spirale di overtraining e burnout, fisico e mentale.
Troppo allenamento, troppa pressione, troppe aspettative.
Il corpo non regge, la mente cede, i risultati non arrivano più.
Quello che mi aspettavo fosse una squadra si rivela un muro di silenzi: problemi minimizzati, nessun supporto, porte chiuse.
Resto sola, a combattere contro le mie difficoltà, la delusione e la perdita di motivazione.
Riparto da zero:
Eppure, dentro di me, sentivo una forza: la voglia di rialzarmi.
Riposo, visite, nuove strade.
Il vero punto di svolta arriva nel 2020, quando decido di affidarmi a due persone, uno Psicologo Sportivo e Alberto, un allenatore di triathlon che decide di vedermi prima come persona, poi come atleta.
Con loro ricomincio da zero, e con pazienza e lavoro costante ritrovo equilibrio, fiducia in me ritorno sul podio in Coppa Europa e ai Campionati Italiani.
Ma i risultati non bastavano mia.
Quando il talento non basta
La fine di un sogno
Il culmine arriva nel 2022.
Alle Olimpiadi vedo convocate atlete con risultati uguali o inferiori ai miei.
l mio gruppo sportivo decide che, a 26 anni, sono “vecchia” e da lasciarmi indietro.
Così il mio sogno da atleta professionista finisce.
Quello che ho provato è difficile da descrivere: frustrazione, rabbia, ma anche la consapevolezza di aver dato tutto e di aver seguito la mia strada, che almeno era mia fino in fondo.
Allenata da un coach fuori dal mondo dello sci di era trasformato in un problema per chi decideva convocazioni e selezioni a competizioni internazionali.
Così, anno dopo anno, mi ritrovo esclusa dalle gare più importanti, nonostante i tempi e le classifiche dicessero il contrario.
Mi ritrovo a dover lottare in ogni competizione, asciugando le lacrime della delusione e sperare di essere considerata.
Il momento della svolta
Una nuova visione
Dall’essere considerata un problema all’essere scartata, ho imparato una lezione fondamentale:
lo sport non è sempre come appare dall’esterno.
È fatto di gioie e conquiste, ma anche di ingiustizie, cadute e solitudine.
Ed è proprio in questo momento che la mente può essere la tua unica alleata, su cui contare e fare forza o una tua nemica.
Sono e sarò grata per quel percorso.
Perché la cosa più importante non è la medaglia che ottieni, ma chi diventi lungo la strada.
E oggi so che la mia missione è proprio questa: aiutare altri atleti a crescere non solo come sportivi, ma soprattutto come persone.
OGGI
Oggi sono psicologa e mental coach
Sono psicologa e mental coach, laureata in Psicologia Cognitivo Comportamentale e specializzata in Psicologia e Coaching per lo Sport.
Lavoro per accompagnare atleti, squadre e persone comuni a coltivare il loro benessere psico-fisico, ad affrontare fragilità, paure e difficoltà, con risorse nuove.
A scoprire che i veri risultati arrivano quando corpo e mente lavorano insieme.
Perché lo sport è solo una parte della vita, non il motivo per vivere.
Quando cambi prospettiva, cambia anche il modo in cui guardi le cose.
Tutto ciò che vuoi si trova, spesso, dall’altra parte della paura.
